Vaticanisti di Benedetto XVI: Non è noioso. Dobbiamo solo imparare ad ascoltarlo

I vaticanisti italiani rifiutano la dichiarazione che Benedetto XVI è medialmente poco attrattivo e incomprensibile. «Siamo piuttosto noi - dice il vaticanista del telegiornale principale della televisione di stato RAI Fabio Zavattaro - che dobbiamo abituarci al suo modo di comunicare.»

«Gran parte degli osservatori - ha detto per il quotidiano cattolico Avvenire il vaticanista della televisione SkyTg 24 Stefano Maria Paci - non ha ancora compreso questo pontificato, un po’ per volontarie mistificazioni, un po’ per errori di valutazione dovuti ai pregiudizi e alla pigrizia di un certo modo di fare giornalismo.»

«Per molti papa Ratzinger - ha constatato anche la vaticanista Marina Ricci del Tg5 - è ancora il panzer-kardinal di quando era il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.» In realtà, «quella era una figura mitologica mai esistita e creata solo dai media. Joseph Ratzinger non è mai cambiato. E anche da Papa è una persona dolcissima, che non ha mai usato il pugno di ferro, che ha un grandissimo rispetto per le donne, che non ha avuto paura di chiedere scusa anche per colpe non sue».

Anche se i vaticanisti sono d´accordo con la dichiarazione che Benedetto XVI è diverso dal suo predecessore Giovanni Paolo II, aggiungono allunanimità che questo non significa che è peggiore. Il vaticanista della televisione di stato RAI Fabio Zavattaro ha descritto così la differenza principale: mentre Giovanni Paolo II parlava con il suo corpo, con i gesti, ma anche con il suo silenzio, Benedetto XVI passa il suo messaggio con le parole. «Se qualcuno si ferma all´inizio di un discorso di Benedetto XVI., rischia che lo interpreterà maleha detto Zavattaro nel libro dei racconti La Chiesa di carta (2010) in cui vari vaticanisti raccontano del suo lavoro – perché i suoi interventi hanno una sua logica nel suo inizio, nel nucleo del discorso e nella sua conclusione.»

«Potremmo dire che Benedetto si sente Papa soprattutto quando ragiona e spiega» ha espresso la sua opinione l´ex vaticanista del più grande quotidiano italiano Corriere della Sera Luigi Accattoli e aggiunge che mentre Giovanni Paolo II amava le situazioni dell´improvvisazione, il papa-professore preferisce le risposte già premeditate e argomentate.

L´altra differenza sta, secondo i giornalisti, nel fatto che il papa attuale non cerca le luci dei riflettori. «Benedetto XVI – conclude la vaticanista Marina Ricci – non è succube della televisione, non la cerca a tutti i costi, ma all’occorrenza la sa usare meglio di tanti altri, perché è certo della sua fede e, ascoltandolo, si capisce subito che crede in ciò che dice.» Precisamente questo viene sottolineato anche dal vaticanista Lucio Brunelli del Tg2: «Gli interessa comunicare dei contenuti e riportare la Chiesa all’essenziale, cioè alla persona di Gesù Cristo.»

Imrich Gazda

Versione slovacca: Vatikanisti o Benediktovi XVI.: Nie je nudný. Len sa musíme naučiť ho počúvať

Traduzione: Stanislav Gazda

Foto: wikipedia.org

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